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La convergenza tra finanza e manifattura è una grande opportunità per l’Italia

Poiché esiste ancora molta distanza in Italia tra finanza e impresa, il loro avvicinamento potrebbe essere la scintilla per rilanciare la crescita nel nostro Paese nel prossimo futuro.

In primis, l’Italia è tra i primi 7 paesi al mondo nel settore manifatturiero, composto da medie e piccole aziende. Questa è la nostra natura, la nostra caratteristica, la nostra forza e non la nostra debolezza…come i soloni della globalizzazione ci vogliono far credere.

Diciamo la verità, sono invidiosi del dinamismo, della capacità di adattamento, della velocità di cogliere le opportunità, caratteristiche tipiche della media dimensione.

Le imprese sanno bene che oggi il mercato non è più locale ma globale. Bene, ma questa è un’opportunità e non un limite.  Penso che sia meglio poter vendere i propri prodotti in tutto il mondo invece che solo in Italia. Giusto?

Ma allora, perché non cresciamo?

Cosa serve al manifatturiero, il motore dell’economia italiana, per cogliere questa opportunità? La benzina. E cosa è la benzina? È il terziario finanziario.

Il terziario finanziario è la benzina necessaria per il motore dell’economia italiana

È questa la più grande lacuna Italiana, la mancanza di un proprio mercato finanziario forte, che possa produrre in modo autonomo la benzina per i propri motori senza doverla importare dall’estero. Oggi in Italia purtroppo il mercato finanziario è di fatto assente, siamo importatori di finanza e quindi il funzionamento dei nostri motori dipende dalla benzina altrui.

Il mercato finanziario già di per se porta dei grandi vantaggi, è un comparto al alta produttività che impiega personale altamente qualificato e con stipendi alti.

Se riuscirà a svilupparsi in Italia, a specializzarsi e convergere a servizio dei motori manifatturieri, il nostro Paese non avrà rivali a livello mondiale.

Tutte le grandi cose iniziano dalle piccole.

 

 

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